di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
A volte c’è bisogno di alcune buone congiunture per costruire un capolavoro. Nel caso della realizzazione dell’album Blues Breakers with Eric Clapton, le tessere che dovevano legarsi nel modo giusto dovevano essere molte. Prima di tutto la possibilità che due caratteri forti come quelli di John Mayall ed Eric Clapton, potessero convivere nella stessa band, e poi quella di trovarsi contemporaneamente in una forma interpretativa strepitosa.
Il chitarrista Eric Clapton da poco aveva abbandonato il gruppo The Yardbirds, che era all’apice del successo. Mentre John Mayall (cantante, armonicista, chitarrista, e tastierista) era alla ricerca di un nuovo collaboratore per la sua band (i Blues Breakers) per accrescere la popolarità. Entrambi inglesi, i due si trovarono subito in sintonia, dividendosi il palco in vari concerti. Contrariamente la convivenza in studio di registrazione non fu facile (soprattutto per il caratteraccio di Clapton), ma il risultato fu sorprendente. Una manciata di cover blues prese dalla produzione di Otis Rush, Robert Johnson, Willie Dixon, Freddie King, Ray Charles, Little Walter; mischiate insieme a brani a firma di Mayall. Dodici pezzi in cui la chitarra di Clapton suona impeccabile e Mayall lo segue a suo pari.
Blues Breakers with Eric Clapton
John Mayall
Decca (Universal), 1966
