di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Quanto può costare un cappello di paglia? Uno di quelli che puoi trovare nei negozi per turisti a Firenze. Penso qualche euro; poi dipende dall’onestà del venditore. Quello che si fece consegnare Dr. John come compenso per la sua collaborazione gli costò 200 dollari. Tanto aveva pattuito, nel 1988, come compenso per partecipare alla registrazione dell’album Il grande ritmo dei treni neri, che il trio di musicisti Massimo Altomare, Ernesto de Pascale, Roberto Terzani, stavano incidendo. Lui rinunciò a tale compenso e si accontentò del cappello, scoprendo nel trio, che a Firenze faceva base, validi musicisti.
Questa storia inizia ai margini del programma Rai “Doc” (presentato da Renzo Arbore e che molti di noi ancora rimpiangono) che in quegli anni ebbe parecchio successo. Dr. John, bluesman dall’anima soul, chitarrista e pianista (leggenda vivente del New Orleans sound) era ospite delle trasmissione, e in quel periodo il musicista, scrittore e giornalista Ernesto de Pascale ne curava la realizzazione. L’intesa tra i due risultò tanto proficua da convincere l’artista statunitense a suonare il pianoforte nel brano che dà il titolo al disco, e a rinunciare al compenso per il cappello. L’album uscì nel 1988 a nome solo di Massimo Altomare, e fu stampato solo in vinile. Oggi grazie allo sforzo dell’etichetta Il popolo del Blues, questo disco viene ristampato (e arricchito con due nuove tracce) in formato cd. Sicuramente con il passare del tempo le sonorità che caratterizzano il disco possono sembrare un po’ datate, ma in esso si può ritrovare intatta la freschezza di una stagione musicale ancora autentica e genuina, che nel decennio successivo sarebbe scomparsa quasi del tutto. Con Il grande ritmo dei treni neri ci si immerge in una black music con anima nostrana: funky, soul, rhythm ‘n’ blues e testi in italiano, per poter raggiungere un pubblico più vasto. Per rendere ancora più internazionale il sound vennero chiamati a collaborare i Memphis Horns (la sezione fiati storica delle incisioni Stax Records) e l’armonicista Andy J. Forrest. Tra gli ottimi musicisti che hanno collaborato al disco troviamo anche Danilo Rea (oggi uno dei più importanti pianisti jazz a livello internazionale), allora trentunenne si muoveva tra jazz e progressive.

Il grande ritmo dei treni neri
Massimo Altomare, Ernesto de Pascale, Roberto Terzani
Il popolo del Blues (Audioglobe) 1988, 2016