di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Sempre poco ricordato. Eppure Pierangelo Bertoli è stato un musicista e autore di primo piano. Uno che non ha mai voluto sottostare ai compromessi commerciali, anche quando è salito sul palco di Sanremo per cantare insieme ai Tazenda Spunta la luna dal monte, o da solo con Italia d’oro (denuncia della situazione sociale e politica dei primi anni ’90). Nato a Sassuolo, nella “Emilia rossa”, aveva pochi mesi quando fu colpito da poliomielite che lo privò della funzionalità degli arti inferiori. Imparò a suonare la chitarra da autodidatta, e fu Caterina Caselli a scoprirlo a metà degli anni ’70. Da allora (fino alla prematura morte avvenuta nel 2002) è stato autore di brani sempre proiettati alla denuncia sociale e politica, utilizzando i canoni compositivi della musica popolare e rock. Tra le sue canzoni più rappresentative possiamo citare: A muso duro, Eppure soffia e Chiama piano. Certamente non c’è un solo disco che possa rappresentarlo, ma possiamo prendere come punto di riferimento Certi momenti, pubblicato nel 1980, dove compaiono tre brani significativi della sua carriera: Cent’anni di meno, Pescatore (interpretata con Fiorella Mannoia) e la title track. Bertoli è stato un artista spesso fuori dal coro, mai fino in fondo compreso, che dovrebbe rimanere un riferimento per le generazioni future.

Certi momenti
Pierangelo Bertoli
Ascolto, 1980