di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Ci sono gruppi che nascono come cover band di un grande artista internazionale e per tutta la vita non riescono a uscire da questa tipologia, forse anche perché sono solo composti da ottimi musicisti, ma senza idee proprie. I Rusties non fanno parte di questa categoria: italiani, non più giovanissimi, nati più di dieci anni fa come portatori del “verbo” di Neil Young & Crazy Horse attraverso innumerevoli serate in giro per l’Italia, con il tempo hanno affinato e fatto loro la lezione del rocker canadese, elaborando un proprio percorso artistico. Il risultato è il disco Move Along, vera e propria perla di scrittura musicale e lirica, dove i testi (in inglese) si accompagnano a sonorità che sicuramente pescano nel sottobosco del repertorio folk rock sia acustico che elettrico (predilegendo ovviamente quello younghiano).
Nella formazione troviamo Marco Grompi (voce, chitarre elettriche e acustiche, armonica), Osvaldo Ardenghi (chitarra elettrica, dobro, voce), Massimo Piccinelli (tastiere), Dario Filippi (basso) e Paolo Guerini (batteria). Move Along si avvale anche di ospiti eccellenti, come Robi Zonca, musicista di indiscussa qualità che con la sua chitarra irrobustisce, con un tocco anni ’70, il brano You’ll Never Know; oppure come nella title track in cui si può ascoltare l’incantevole voce di Cristina Donà che tramuta una semplice folk ballad in qualcosa di magico e coinvolgente; o ancora la violinista italo-siriana Jada Salem che in Above Everyman ci fa calare a pieno in atmosfere musicali che ricordano distese agresti e spazi sconfinati.
Ma è il valore di tutta la band che rende il disco unico: la voce di Grompi è sempre ideale per il pathos delle canzoni (come in By Your Side), le chitarre di Ardenghi (e Paolo Filippi, altro ospite) sono sempre adeguate alla situazione (come in Tracks, un pezzo dal profumo on the road), e le tastiere, il basso e la batteria di Piccinelli, Filippi e Guerini che da fidi scudieri accompagnano le voci, rendendo il valore artistico ancora più interessante.
Bisogna dare atto ai Rusties di aver inciso un disco in cui il valore musicale dei brani raramente scade, rimanendo sempre su un livello eccelso; qualità riconosciuta anche da David Bromberg (uno dei padri del folk statunitense), che durante un suo recente concerto a Milano ha avuto modo di averli come band d’apertura e di complimentarsi con loro.

Move Along
Rusties
Tube Jan Records TJR 0903, distr. Ird