di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
«Chi semina ha bisogno soprattutto di una cosa: la speranza, dote culturale che ci è stata lasciata in eredità da un mondo, da una cultura che fa, che fatica, che trasforma affinché questa terra sia veramente la Nostra, quella promessa». Così i fratelli Marino e Sandro Severini, in arte Gang, spiegano questo loro nuovo lavoro, ispirato al mondo contadino, che più di ogni altro accomuna seme e speranza. Un disco semplice nella struttura musicale, ma che trova invece ampio respiro nella parte letteraria, dove i testi raccolgono le idee, le passioni e gli slanci che hanno reso così unico il secolo appena trascorso. Infatti proprio centrando l’obiettivo sul lavoro rurale il gruppo marchigiano ripercorre le vittorie e i patimenti di uomini e donne che dal legame con la terra hanno trovato la forza di lottare.
Nato anche grazie al contributo di alcune realtà sociali delle Marche, Il seme e la speranza raccoglie in nuove versioni alcuni brani del repertorio dei Gang (come Comandante, Chico Mendes e La pianura dei 7 fratelli), le cover di This Land Is Your Land di Woody Guthrie e di A la molina no voy mas di Victor Jara, e cinque pezzi inediti (su cui svetta È terra nostra, che apre il disco). Degna di nota è anche la copertina realizzata da Enzo Cucchi, che suggella la genuinità di un prodotto che rinvigorisce il panorama del combat-folk italiano.
Il seme e la speranza
Gang
Lifegate Music
