di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Il numero 2 è sempre quello più difficile. Soprattutto quando il primo disco l’hai registrato a 19 anni. Di cosa può scrivere una ragazza inglese, nel terzo millennio, quando il successo e la fama le sono arrivate così presto e in maniera repentina? A dire il vero di argomenti “scottanti” da mettere in musica ce ne erano e ce ne sarebbero, ma forse Adele Laurie Blue Adkins ha scelto la strada più semplice per gli anni che stava vivendo; quella del disimpegno. Così all’età di 21 anni si trova di fronte alla scelta di trovare ispirazione per scrivere le canzoni per il suo nuovo album (che prenderà il titolo dalla sua età di allora, confermando un marchio di fabbrica ancora oggi usato). In aiuto arriva la fine della sua relazione col fidanzato Slinky, e l’inevitabile strazio sentimentale, che portano la cantante inglese (insieme ad altri autori) a scrivere varie canzoni autobiografiche. L’esito è un album “solido”, di stampo rock-soul, in cui il senso di rabbia è predominante, anche se si fanno largo anche momenti ironici e di riscatto sentimentale. Tra i brani presenti nel disco, due hanno riscosso parecchio successo: Rolling in the Deep e Someone Like You. Entrambi sono diventati degli standards interpretati da altre grandi artisti, come John Legend, Katy Perry e Aretha Franklin.
21
Adele
XL Recordings, 2011
