di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Vi è mai successo che una lettera ricevuta vi abbia cambiato la vita? Può capitare. È logico che con l’avvento delle nuove tecnologie sempre più spesso non si ricevono lettere cartacee, ma mail. Ma nello stesso modo quel messaggio può far svoltare la propria vita. A Giuseppina Torre, pianista nata a Vittoria, in provincia di Ragusa, qualcosa del genere è successo, e solo per l’insistenza del mittente (la prima mail l’aveva cestinata pensando fosse uno scherzo), è riuscita ad aprire la “sliding door” giusta. Così nel 2012 vola negli Stati Uniti e vince due premi ai Los Angeles Music Awards, gli Oscar della musica indipendente, che la porta alla notorietà.
Di formazione classica, fin da piccola inizia a suonare il pianoforte e in seguito a studiare composizione, ed è proprio nella voglia di creare musica che trova la sua dimensione più autentica. Dopo l’album Il silenzio delle stelle (2015), ora pubblica Life Book, un disco intriso di suggestioni e pensieri derivanti dal vissuto dell’artista (che ha dovuto superare momenti difficili). È la stessa pianista che ci racconta che «questo disco rappresenta per me un momento di crescita sia artistico sia personale. In esso c’è tutto quello che i miei occhi e il mio cuore hanno visto e sentito, le consapevolezze che in questi anni difficili ho acquisito. Ho imparato che niente è per sempre, che ciò che prima ritenevo importante adesso è per me superfluo, che se ci feriscono è solo perché noi per primi acconsentiamo a farci ferire. Ho imparato ad amarmi di più, scoprendo di avere più forza e coraggio di quanto pensavo di avere». Di certo nei dieci brani si viene in contato con l’anima musicale della Torre, derivante da una linea compositiva che vuole «creare un filo immaginario che congiunga il mio cuore al cuore di chi mi ascolta». Nel viaggio sonoro in cui la pianista conduce l’ascoltatore trova altresì spazio anche l’influenza della terra nativa. In molti brani si respira le grazie della terra di Sicilia. «Per citare il termine utilizzato da Sciascia ne “La corda pazza”, io soffro di “sicilitudine” dalla quale mi è impossibile guarire, cioè di quella condizione di “odi et amo” nei confronti della mia terra». E tutto questo è un valore aggiunto a un disco che si eleva per un tocco narrativo tutto da gustare.
Life Book
Giuseppina Torre
Decca (Universal), 2019
