di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
L’anno scorso hanno festeggiato i 55 anni di attività e dall’esordio The Chieftains è sinonimo di Irlanda. Il nome è la traduzione in inglese della parola gaelica irlandese “Taoiseach”, che significa “capo clan”. Nei vari anni la band ha cambiato componenti, ruotando intorno ai fondatori Paddy Moloney (uilleann pipes, tin whistle, fisarmonica, bodhrán), Matt Molloy (flauto, tin whistle), Kevin Conneff (bodhrán, voce), Seán Keane (fiddle, tin whistle), Martin Fay (fiddle, bones & spoons), Derek Bell (arpa celtica, tastiere, oboe). Infatti sono proprio loro i protagonisti di The Long Black Veil, album che gli permise di vincere un Grammy Award. Per i decenni precedenti The Chieftains erano stati di ispirazione a quasi tutto il mondo musicale, e con questo disco vollero riscattare il credito che avevano accumulato. Così chiamarono in studio artisti come Mick Jagger, Van Morrison, Marianne Faithfull, Tom Jones, Sinead O’Connor, Sting, Mark Knopfler e Ry Cooder (anche co-produttore dell’album), e insieme a loro rilrssero alcuni dei classici del folk irlandese (e non solo), come la title track, Mo Ghile Mear, The Foggy Dew, The Lily of the West e Have I Told You Lately That I Love You? Il risultato è un lavoro straordinario, che ha permesso alla band irlandese di ampliare il proprio pubblico.
The Long Black Veil
The Chieftains
Rca Victor (Sony), 1995
