di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Senza scomodare Omero, il più conosciuto divulgatore-orale, nel nostro piccolo tutti siamo stati protagonisti (e lo siamo ogni giorno) della diffusione “a voce” del sapere. Si prenda per esempio la pratica di far addormentare i propri figli narrando fiabe e racconti; oppure attraverso il resoconto di un fatto avvenuto; o ancora attraverso l’insegnamento scolastico e imprenditoriale in aula. È anche vero che l’avvento tecnologico ha stravolto la fruizione orale, ma nel contempo a dato modo di renderla per l’eterno, attraverso l’invenzione della registrazione sonora e la diffusione. Un contributo importante l’ha fornito la ricerca etnomusicologica, attraverso il lavoro di uomini come Alan Lomax, Costantino Nigra, Roberto Leydi, Diego Carpitella, Gianni Bosio, Béla Bartók e Zoltán Kodály, in momenti e ruoli diversi.
Quella compiuta da Alessandro Portelli non vuole ascriversi al lavoro dei nomi sopra citati ma è da lodare certamente lo sforzo di pubblicare una così ampia raccolta di voci e canzoni dai suoi viaggi statunitensi. «Questi 4 cd rappresentano quasi 50 anni di registrazioni americane, da gennaio 1969 ad aprile 2018. Sono registrazioni di qualità variabile perché provengono da contesti diversi (in strada, in casa, in chiesa, nelle manifestazioni, nei concerti…) e ne recano il segno, compresi i disturbi e le incertezze[…]. Il testo che accompagna i cd è un racconto che ripercorre soprattutto il rapporto più con le persone che con i suoni, ed esplora retroterra e ramificazioni». Così Portelli scrive nella prefazione del voluminoso libro che racconta traccia per traccia il lavoro fatto, e che è stato suddiviso in 4 capitoli: We Shall Not Be Moved (non ci muoveremo, non cederemo, un titolo programmatico e di lotta), Blues, old time, work songs, Gospel bianco e nero, L’America della contestazione.
Si può così percorrere un viaggio sonoro in un universo sociale che ha messo al proprio centro culturale la popular music, intesa come forma di comunicazione e protesta. Le voci registrate vanno da quella famosa di Barbara Dane ad altre (e sono quelle più numerose) sconosciute, come quella di Becky Ruth Brae. Una pubblicazione di grande valore che ancora una volta rende palese quanto la ricerca e la registrazione sul campo, sia necessaria e indispensabile per una conoscenza futura della storia.

We shall not be moved. Voci e musiche dagli Stati Uniti
Alessandro Portelli
Squilibri, 2019, libro + 4 cd, pagg. 340, € 39,00