di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Se la letteratura si evolve lo fa anche condizionata dallo sviluppo tecnologico della società e da quello dei media. Di certo tutto questo può portare anche a un abbassamento del livello culturale, ma ce ne renderemo conto con il passare del tempo. Così il fatto che un poeta si faccia conoscere soprattutto per le sue produzioni in forma musicale, fino a qualche decennio fa poteva sembrare non consono, quasi “blasfemo”. Ma più di una generazione di persone sono maturati (fisicamente e intellettualmente) attingendo da Dante, Petrarca, Leopardi, Villon, Rimbaud, Byron, Whitman, Hikmet, ma anche da songwriters quali Fabrizio De André, Bob Dylan e Leonard Cohen. Quando il 7 novembre 2016 i media internazionali diedero la notizia della morte di Leonard Cohen, a poche settimane di distanza dall’assegnazione del Nobel per la letteratura a Dylan, il dibattito su quanto sia poesia l’arte dei songwriters ritornò di attualità; senza poi arrivare, ovviamente, a una soluzione condivisa. Sta di fatto che quella dipartita prematura ci riportò a leggere i testi del musicista canadese nella veste più sublime della loro liricità. Perciò la pubblicazione postuma di questo nuovo disco arriva a proposito. Certamente lo sfruttamento di materiale non approvato totalmente dall’artista in passato ha spesso immesso sul mercato prodotti di discutibile qualità. Non è il caso per Thanks for the Dance, disco a cui Cohen stava lavorando prima della morte. Ultimato dal figlio Adam (che si è occupato della parte musicale), ha visto coinvolti musicisti quali Javier Mas (chitarrista che ha accompagnato Leonard sul palco negli ultimi otto anni di tour), Beck, Bryce Dessner (National), Richard Reed Parry (Arcade Fire), Avi Avital, Damien Rice, Jennifer Warnes, Daniel Lanois e Leslie Feist. «Nel comporre e arrangiare la musica affinché si adattasse alle sue parole, abbiamo seguito la sua impronta musicale, tenendolo così con noi», racconta Adam Cohen. «Ciò che mi ha davvero commosso è stata la sorpresa di coloro che hanno ascoltato questo album, “Leonard è vivo!” hanno esclamato uno dopo l’altro». E questo è l’effetto che più si addice all’ascolto del disco: la consapevolezza che la poesia di Leonard Cohen, si perpetra anche oltre la sua morte, attraverso queste nove ballate.

Thanks for the Dance
Leonard Cohen
Columbia/Legacy, 2019