di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
A detta di molti, questo fu il primo supergruppo della storia del rock. Sulla copertina i tre sono disposti in ordine inverso rispetto al titolo del disco. Ma la fotografia fu scattata per caso sotto il portico di una casa abbandonata nei dintorni di Los Angeles. Casa che tre giorni dopo fu demolita. David Crosby, Stephen Still e Graham Nash arrivavano da esperienze diverse: il primo era reduce dal folk-rock psichedelico dei Byrds, il secondo dal country-rock dei Buffalo Springfield, e l’ultimo (inglese di nascita) proveniente dal pop-rock degli Hollies. In quell’anno magico per la musica, si ritrovarono per volere di Ahmet Ertegun (fondatore e proprietario insieme al fratello della Atlantic Records) in sala di registrazione. Quello che ne venne fuori fu una vera novità. I tre fusero le loro favolose voci in una musica che non si rifaceva più a qualche artista del passato, ma crearono un’amalgama in cui le proprie radici rock si rifacevano al folk, al blues e al jazz in modo del tutto innovativo. Brani come Marrakesh Express, Wooden Ships, Helplessly Hoping, Suite: Judy Blue Eyes e 49 Bye-Byes, sono ancora risultati innarrivabili. Dopo l’uscita del disco i tre (insieme a Neil Young) salirono sul palco di Woodstock, eseguendo un set acustico e uno elettrico, incantando oltre 500.000 persone.
Crosby, Still & Nash
Crosby, Still & Nash
Atlantic Records, 1969
