di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Per quelli che vogliono ritrovare la tradizione yiddish Betàm Soul, il disco del pianista Mirko Signorile e della cantante Giovanna Carone, potrebbe suonare troppo contaminato. E infatti lo è fin dal titolo, che mischia ebraico e inglese, mettendo insieme l’anima con un certo gusto di cose perdute di cui è intrisa la cultura yiddish.
Prendendo in prestito sonorità che rimandano a jazz, pop ed etnica, il duo barese percorre un repertorio legato a importanti autori ebraici che attraverso la loro poesia hanno saputo descrivere, anche in maniera familiare e intimista, le tragedie delle persecuzioni naziste. Per cui si possono trovare brani di Gebirtig, Manger, Zeitlin e Sekunda e della tradizione talmudica, tutti cantati in yiddish, ma anche due pezzi non in lingua ebraica: La stella d’oro di Herbert Pagani e Blackbird di Lennon/McCartney. Un modo intelligente e attento per arricchire il proprio “vocabolario” sonoro.

Betàm soul
Mirko Signorile / Giovanna Carone
Digressione contemplattiva, http://www.digressionecontemplattiva.org