di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)

Dave Brubeck (classe 1920) non era destinato alla musica: doveva diventare un veterinario, forse per ricalcare le orme del padre, amministratore in una grande azienda agro-zootecnica. Ma il “morbo” della musica gli fu attaccato dalla madre pianista che, fin dall’età di quattro anni, gli impartì lezioni sia di pianoforte che di violoncello. Questi furono solo i primi passi di un maestro del jazz, che in più di sessanta anni di carriera ha contribuito a modificare e sviluppare il jazz (e che ancora oggi gira il mondo in concerto).
Esponente di un sound “classico”, Brubeck in giovane età entrò in contatto con Darius Milhaud e Arnold Schönberg (entrambi suoi insegnanti), che lo spinsero ad approcciare la composizione e l’arrangiamento da sperimentatore, utilizzando “trame classiche”, quali il contrappunto, la polifonia, la fuga e il rondò.
L’arte e la sensibilità di Dave si possono ritrovare nella loro completezza in questo The Essential, doppio cd che raccoglie il meglio delle incisioni che il pianista statunitense ha effettuato tra il 1949 e il 2002 (tutte già pubblicate). In questa compilation si possono ritrovare pezzi che hanno fatto la storia del jazz, come per esempio Blue Rondo A La Turk, che da molti jazzisti viene indicato come uno dei brani culto, oppure la celeberrima Take Five. Ma è l’intero ascolto – si consiglia di farlo in modo sequenziale – a far scoprire la maturazione e la ricerca che il musicista ha sviluppato nei suoi anni di carriera, soffermandosi sulla stagione straordinaria della collaborazione con il sassofonista Paul Desmond.
È difficile mettere l’accento su un brano rispetto a un altro, ma, oltre ai due pezzi citati precedentemente, la magia del jazz di Brubeck viene esaltata da tracce quali The Duke (piccolo capolavoro dello swing), Kathy’s Waltz (brano di atmosfera “parigina”), That Old Black Magic (un duetto con la “calda” voce di Tony Bennett), Caravan (pezzo ellingtoniano qui riproposto in una travolgente versione live)
Rimane un rammarico: aver assemblato una compilation di eccezionale valore, senza la “ciliegina” di qualche brano inedito.

The Essential
Dave Brubeck
Columbia/Sony Music, 2003