di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net)

Pur riconoscendo la centralità della musica polifonica e del canto gregoriano per la Chiesa, Giovanni Paolo II apre a “nuovi linguaggi musicali”. Questo è il pensiero che il Papa ha affidato a un chirografo (cioè un testo scritto di sua mano), reso pubblico oggi. Giovanni Paolo II, in aggiunta, afferma che è necessario incrementare le scholae cantorum e la formazione alla musica sacra nei seminari, e che l’organo a canne resta lo strumento preferito per accompagnare le funzioni in chiesa.