di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)

«Il metodo migliore resta il passaparola: è quello più puro, onesto e sincero…» così dichiarava ChesnuTT alla rivista il “Mucchio Selvaggio”. Ed è vero: di questo doppio disco poca gente si è accorta, e solo il passaparola gli ha permesso di uscire dall’anonimato. Ma il musicista di Atlanta non è totalmente sconosciuto dalle nostre parti: ha infatti prestato chitarra e voce alla band The Roots, per il brano The Seed, tormentone di questa estate.
Per The Headphone Masterpiece, Cody si è chiuso in casa e ha “appuntato” su un registratore a quattro piste, trentasei tracce in puro stile lo-fi. Il risultato è esaltante. ChesnuTT ha voluto ripercorrere tutti gli stili musicali della black music: troviamo quindi la blueseggiante My Women, My Guitars, Serve This Royalty intrisa del vecchio Motown sound alla Curtys Mayfield e B!%@#, I’m broke che sembrano uscite dal “tocco” di Quincy Jones. Ma più di tutto Cody cerca di recuperare una musica nera che si discosti dall’hip hop dei ghetti, riavvicinandosi al rock ‘n’roll e al rhythm ‘n’ blues. Non è pretestuoso aver usato nel titolo la parola mastepiece: brani come Smoke and Love (stile raggae alla Ben Harper), 6 Seconds o The Seed, sono veramente dei piccoli gioielli.

The Headphone Masterpiece
Cody ChesnuTT
Ready Set Go!, 2002