di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
A scorrere la storia di Musicultura-Festival della Canzone Popolare e d’Autore ci si accorge dell’importanza che ha conquistato in tutti questi anni. Tenuta a battesimo nel 1989 (con il nome di Premio Recanati) dai poeti Fabrizio De André e Giorgio Caproni, in sedici edizioni hanno collaborato all’interno del comitato artistico (oltre ai due padrini) personaggi della letteratura come Dacia Maraini, Giovanni Raboni, Vivien Lamarque, Fernanda Pivano, e della musica quali Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Roberto Vecchioni, Giorgio Gaber, solo per citarne alcuni. La prima edizione della rassegna fu varata dal suo fondatore Piero Casanelli nel 1990 e da allora il meglio della canzone e della poesia italiana e internazionale è passato sul palco del Festival. Ma lo scopo primo negli anni è stato la ricerca e la valorizzazione di nuovi talenti, provenienti da esperienze molto diverse. Obiettivo che ha portato alla scoperta di musicisti (come Gianmaria Testa, Avion Travel, Amalia Grè, Povia e Simone Cristicchi) che hanno avuto poi notevole successo di pubblico e critica.
Arrivata alla diciassettesima edizione, con l’iscrizione di molte centinaia di brani e richieste provenienti dall’Italia ed a altri paesi, anche extraeuropei, quest’anno la rassegna marchigiana si è affidata a una giuria di esperti (Claudio Baglioni, Franco Battiato, Edoardo Bennato, Carmen Consoli, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Max Gazzè, Dacia Maraini, Alda Merini, Pacifico, Gino Paoli, Vasco Rossi, Michele Serra, Daniele Silvestri, Sandro Veronesi, Antonello Venditti, Federico Zampaglione) per selezionare cinque degli otto vincitori che saranno ammessi alla fase finale. Gli altri tre usciranno ognuno dalle votazioni del pubblico di Rai Radio1, dei lettori del Radiocorriere TV e degli utenti del sito http://www.musicultura.it. La serata finale si svolgerà il 23, 24 e 25 giugno all’Arena Sferisterio di Macerata con l’esibizione degli otto finalisti, la partecipazione di numerosi ospiti (confermato l’intervento di Lucio Dalla) e la presenza delle telecamere Rai. Senza grossi proclami ogni anno che passa il Festival Musicultura lentamente sta vincendo la sua sfida di dare una credibilità sempre più vasta alla crescente qualità della musica popolare italiana, facendo emergere realtà musicali pronte a sviluppare inaspettate fusioni tra sonorità antiche e nuove, mescolando folk, melodia e sound urbani.
