di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Due avvenimenti limitano cronologicamente questo libro: nel marzo 1967 i Soft Machine pubblicano Love Makes Sweet Music, il loro primo 45 giri, e nell’ottobre 1981 la canzone It’s My Party di Dave Steward e Barbara Gaskin conquista la vetta delle classifiche del Regno Unito. Quattordici anni di intervallo in cui nasce e si evolve la “scuola di Canterbury”, corrente del rock progressivo britannico. In verità, come sostiene l’autore, questa definizione «è frutto di una semplificazione giornalistica o, se si preferisce, di una convenzione utile e anche necessaria per poter distinguere suoni e generi della musica rock di quegli anni». Infatti, pur essendo nato concettualmente nella città del Kent, questo stile ha avuto modo di affermarsi a Londra, dove i Soft Machine (originari di Canterbury) trovarono modo di incidere il loro primo disco, e di far nascere una tendenza musicale che mischia elementi di rock psichedelico, pop, musica orientale e jazz, senza però perdere di vista i nuovi sviluppi della musica classica contemporanea.
Michele Coralli in questo libro racconta in modo minuzioso, preciso e dettagliato la parabola evolutiva della “scuola di Canterbury”, affiancando la “storia” con attente analisi dei brani e dei dischi che hanno contraddistinto questo stile.

Swingin’ Canterbury: viaggio nella provincia
del rock progressivo britannico: 1967-1981
Michele Coralli
Camuccia (Arezzo), Tuttle Edizioni, 2007, € 13,00