di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Dopo aver dato alle stampe un cofanetto antologico di 6 cd, la Esoteric Recordings ripubblica (per la prima volta in formato digitale e mai commercializzato al di fuori dell’Europa) un altro disco di Jack Bruce: Automatic. Uscito nel lontano 1983 per la Kassner Music, piccola casa discografica tedesca, inciso negli studi Britannia Row dei Pink Floyd, questo album è forse uno dei meno famosi del bassista inglese, anche perché si discosta molto dal mondo blues che l’aveva reso famoso con i Cream. Automatic è un disco “elettrico” in quasi solitaria, dove Bruce sperimenta l’uso di tastiere e suona lui stesso molti degli strumenti. Il sound che ne scaturisce, ascoltato dopo 26 anni, risulta forse un po’ datato, ma di certo ci fa riscoprire la peculiarità di molta musica di quel periodo in cui rock, progressive e pop, nelle mani di un abile musicista, si amalgamano creando musica di eccelsa fattura.

Automatic
Jack Bruce
Esoteric Recordings, distr. Il Popolo del Blues