di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Bisogna essere degli eccellenti artigiani musicali per partire da una base jazz-rock e poi costruirci sopra strati di suoni che non risultino, dopo un certo tempo, banali e stucchevoli. La Fonderia in questa tecnica si è sempre distinta, e lo dimostra a pieno in My Grandmother’s Space Suit, prodotto da Marco Migliari e registrato nei Real World Studios di Peter Gabriel. Arrivato al terzo album, il gruppo romano supera se stesso, confezionando un disco molto vario, che spazia tra nu-jazz, ambient, fusion e rock elettronico con nervature funky. Un sound che si pone in quel territorio, non proprio mediterraneo, delle nuove sonorità che provengono dal Nord Europa e che trova negli inserti, quasi davisiani, della tromba di Luca Pietropaoli e nell’intervento canoro di Barbara Eramo (nel brano Loaded gun) dei piccoli gioielli.

My Grandmother’s Space Suit
Fonderia
distr. Burning Shed
(www.burningshed.com, www.fonderiamusic.com)