di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Giulio Casale non ha mai nascosto il suo essere artista-contro; le sue scelte interpretative, sia come autore di canzoni, attore o drammaturgo, hanno sempre percorso le strade dell’anti-mainstream. Trevigiano di nascita ma milanese per professione, Casale si è fatto notare agli inizi degli anni ’90 come leader degli Estra, una band rock che propose sonorità e scelte interpretative all’avanguardia, riscuotendo un buon consenso di pubblico e critica, anche grazie ai testi scritti proprio da Casale, caratterizzati da uno stile esistenzialista e introspettivo, con una ricerca poetica accurata. Chiusa l’avventura con gli Estra, Giulio affianca alla carriera musicale solistica (che vanta la pubblicazione ufficiale di due soli album) quella di attore e scrittore teatrale, riportando in scena, tra le altre cose, Polli di allevamento di Gaber/Luporini e collaborando con Fernanda Pivano e Mario Capanna.
Così, dopo otto anni dall’ultimo disco ufficiale, Casale torna con Dalla parte del torto, un lavoro “polemico e violento” che punta a dipingere una società ormai compromessa, con molto pessimismo e una punta di speranza; e che sceglie di usare il linguaggio del rock per dare più peso alle parole. Infatti, a detta dell’artista, in Italia questo è ancora visto come un genere di rottura «[…] per esprimere questo senso di rifiuto, disagio e protesta, ho scelto il rock, rimanendo comunque ancorato alla forma canzone». La decisione di affidare a Giovanni Ferrario (già collaboratore di P. J. Harvey, John Parish, Morgan) la produzione e l’arrangiamento, e a Marco Tagliola (Baustelle, Vinicio Capossela) la registrazione e il mixaggio, vanno verso questa strada di “rottura”. «Il disco è nato a stratificazioni», racconta Casale, «abbiamo lavorato sulle canzoni, creando uno scheletro del tutto virtuale, usando suoni veri ma campionati. Poi su questo scheletro abbiamo suonato in studio, come si faceva una volta, tutti insieme dal vivo: due chitarre elettriche, basso, batteria, tastiere, percussioni. E questo, a mio avviso, ha creato un suono molto contemporaneo, non vintage… un suono di questo giorno qui». Sicuramente uno dei pochi dischi degli ultimi anni non banale e con spunti nuovi nel panorama della musica rock d’autore, e che difficilmente potrete ascoltare sui media, se non cercando Giulio Casale nei club e nei teatri.
Dalla parte del torto
Giulio Casale
Novunque, distr. Self
