di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

La passione, la caparbietà e la tenacia dei suoi amici hanno reso possibile la realizzazione di questo disco. Non importa se l’esito finale non è identico a quello che Ernesto De Pascale avrebbe voluto: il risultato è Seven songs while the city is sleeping, un album pieno d’amore, anche negli angoli più imperfetti.
Prematuramente scomparso nel febbraio 2011, il giornalista, conduttore radiofonico, produttore e musicista aveva registrato l’ossatura dell’album (voce e pianoforte) a casa sua nel 2009, in un pomeriggio soltanto. Ad aiutarlo c’era Guido Melis (membro della band Underfloor); poi Ernesto ha iniziato a coinvolgere amici e altri musicisti, completando in modo definitivo solo due canzoni, ma lasciando a chi lo frequentava in modo assiduo note, appunti e confidenze. Attraverso queste “imbastiture” lo stesso Melis, Giulia Nuti (straordinaria violista e anche lei componente degli Underfloor), Giovanni De Liguori e Michele Manzotti hanno portato a termine il progetto, sensibilizzando altri strumentisti, come il pianista Kenny White, il trombettista Fabio Morgera e il coro Vocintransito. Ora queste sette tracce suonano come un lascito, dedicato soprattutto ai numerosi ascoltatori che avevano imparato ad apprezzarlo durante le conduzioni (negli anni ’80) della trasmissione Rai Stereonotte, e successivamente su Radio Popolare con Il popolo del blues. In Seven songs while the city is sleeping, si parla d’amore, d’amicizia, di bilanci generazionali, di viaggi (magari solo d’andata come in Desert city of the hearth), di momenti e di ricordi. La musica è soft, come si confà alle programmazioni radiofoniche notturne, impregnata di suoni black, blues, gospel. Forse l’imperfezione maggiore sta nel canto di Ernesto (a volte solo abbozzato, ma che in seguito avrebbe dovuto essere definito meglio, come Guido Melis ci spiega nelle note di copertina); ma è un difetto che rende i brani ancora più magici. Poi l’assenza quasi totale della batteria (presente solo nell’ultimo brano Wish You Well) conferisce ancora di più al disco quell’atmosfera da “after midnight”, in cui i suoni si affievoliscono e i pensieri si fanno più meditabondi. Così – come scrive Giovanni De Liguori – «qualsiasi siano le direzioni che prendete ascoltando questo disco, sicuramente da qualche parte incrocerete il sorriso beffardo di Ernesto. Enjoy».
Il ricavato delle vendite del disco sarà devoluto ad attività volte a promuovere l’arte e la musica tra i giovani.

Seven songs while the city is sleeping
Ernesto De Pascale
Il Popolo del Blues, distr. Audioglobe,