di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Ci sono voluti quasi dieci anni per la realizzazione definitiva di Back On The Block, un disco che per Quincy Jones doveva rappresentare la riunione del meglio della scena musicale statunitense. «Voglio fare un album che contenga tutta la famiglia della black music; dal gospel al jazz, tutto ciò che fa parte della mia cultura. In quarant’anni di carriera ho attraversato tante strade, ma Back On The Block è quello che ho sempre sognato di poter realizzare». Dopo sessantacinque anni di carriera, Quincy Jones rimane uno dei protagonisti principali del music business statunitense. Dal 1981 intorno a questo progetto si sono radunati più di 100 musicisti di estremo valore, tra i quali Miles Davis, Dizzy Gillespie, Chaka Khan, Take 6, Bobby McFerrin, Ella Fitzgerald, Joe Zawinul, Ray Charles, Kool Moe Dee, Sarah Vaughan, Barry White, George Benson, Tevin Cambell, Big Daddy Kane, Al Jarreau, El DeBarge, Ice-T; il risultato è spettacolare: un impasto di jazz, rap, soul, gospel, hip hop (per Quincy il nuovo bebop). A cominciare da Birdland, strepitoso pezzo di Zawinul che da un attacco in stile rap si trasforma in un tripudio jazz.
Back On The Block
Quincy Jones
Qwest, distr. Sony, 1989
