di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Ascoltando Giovanni Sollima si ha la sensazione di essere in presenza di un esploratore del suono, che da sempre cerca di andare oltre agli stereotipi compositivi, sia che si ponga da solo con il suo strumento o in ensemble.
Onyricon, il suo nuovo disco che segna il suo approdo su etichetta Decca Black, ne è un esempio. In esso vengono raccolti due composizioni nate in momenti diversi: il Concerto rotondo per violoncello solo e La sostanza dei sogni per sei violoncelli. La prima suites è stata concepita più di 15 anni fa, ed è stata eseguita in anteprima il 22 maggio 1999 alla Sinagoga della Angel Orensanz Foundation di New York, e due giorni dopo alla Brooklyn Academy of Music. Mentre La sostanza dei sogni è stata composta per Gianmaria Buccellati e presentata in anteprima a Milano nel maggio 2014, per poi avere come debutto mondiale il 1? dicembre dello stesso anno, a Palazzo Pitti, Firenze, per l’naugurazione della mostra “I tesori della Fondazione Buccellati”.
Lo stesso Sollima ci racconta le peculirità delle due composizioni: «Sono due lavori di due epoche ben diverse. Il più recente è una sorta di Suite composta a ridosso dell’esperienza con i 100Cellos alla Triennale di Milano, due anni fa ed è legata alla figura dell’orafo e gioielliere Gianmaria Buccellati, quindi all’idea della bellezza, della pietra, del sogno della bellezza, del continuo dialogo tra antichità e presente, in una continua rilettura dell’uno attraverso l’altra e viceversa. […] Mentre il Concerto Rotondo è una composizione di parecchi anni fa, anni in cui vivevo sostanzialmente tra New York e la Sicilia. Anche questo concerto, come la Suite, ha un nocciolo molto arcaico, legato alle mie ricerche in Sicilia sulle lingue fossili e i continui affioramenti dal passato, che punteggiano questa regione ove è totalmente impossibile dimenticare o ignorare le realtà che l’hanno storicamente vissuta».
In entrambi i lavori presenti in questo disco, Sollima pur rimanendo fedele alla sua prassi compositiva, riesce a stupire l’ascoltatore fondendo ad arte materiali sonori provenienti da culture e generi diversi: ritmi mediterranei e balcanici, melodia italiana, barocco, metal. Tutto questo lo fa avendo come strumento di comunicazione il solo violoncello, che nello stesso tempo diventa unica e molteplice voce.
Onyricon
Giovanni Sollima
Decca Black, distr. Universal, 481 2205
