di Riccardo Santangelo
(pubblicato si Amadeusonline)

Ezio
Bosso forse a molti potrebbe essere un nome poco conosciuto, ma invece è uno dei pianisti, direttori d’orchestra e compositori più rinomati a livello internazionale. Nato a Torino, ma trasferitesi a Londra da parecchi anni, ha sviluppato un modo di comporre innovativo e raffinato, esercitandosi nei più disparati e complessi ambiti musicali, dalle composizioni classiche per le grandi orchestre sinfoniche, a quelle da camera o solistiche, dalla colonne sonore per il cinema fino al teatro, alla danza e alle sperimentazioni con i ritmi contemporanei (tra le altre ha diretto la London Symphony Orchestra, The London Strings, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra dell’Accademia della Scala. Ha composto musica classica, colonne sonore per il cinema (per “lo non ho paura” di Salvatores, per “Rosso come il cielo” di Bortone) per il teatro (per registi come James Thierrèe) e la danza (per coreografi come Rafael Bonchela) fino a scrivere sperimentazioni con i ritmi contemporanei. Dal 2011 convive con una malattia neurodegenerativa progressiva.

Per presentare la sua ultima fatica discografica è l’album The 12th Room, Bosso sarà in concerto il 12 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma (ore 21.00 – Sala Petrassi – via Pietro de Coubertin, 30). Questo suo ultimo lavoro, che sta riscuotendo molti giudizi positivi sia dalla critica che dal pubblico, un concept album meta- narrativo che attraversa le dodici stanze della vita. ll concerto (prodotto e organizzato da lntersuoni Srl, divisione Booking & Management Unit BMU) sarà diviso in due parti, come due sono i cd che compongono l’album “The 12th Room”. Ezio Bosso eseguirà prima undici brani, tra inediti e omaggi a grandi compositori come Chopin e John Cage, ogni uno dei quali rappresenta una stanza, da “The Burned Room”, a “The Dark Room” e “The Therapy Room”, poi, nella seconda parte del concerto, la sua Sonata No. 1 in Sol Minore.

«Questi brani, come sempre nelle mie scelte, rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo – racconta Ezio Bosso C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze, nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare».

Ma l’appuntamento romano non è il solo evento che attende Bosso, infatti il 12 febbraio, alla Royal Opera House di Londra, debutterà il nuovo spettacolo del Royal Ballet “Within the Golden Hour” di Christopher Wheeldon, uno dei più importanti coreografi inglesi, con le musiche di Ezio Bosso.