di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Guardate il video del brano Lazarus! Vedrete la morte… Quell’uomo disteso su un misero letto (che pare una brandina da ospedale), vestito con una camicia da notte, bendato e che canta «Look up here, I’m in heaven / I’ve got scars that can’t be seen / I’ve got drama, can’t be stolen / Everybody knows me now», fa venire i brividi. Anche perché la musica che lo accompagna è incalzante, quasi tetra, che mozza il respiro. Queste sensazioni sarebbero state le stesse anche se non fosse avvenuto nulla due giorni dopo la pubblicazione di questo video, l’8 gennaio, stessa data dell’uscita del disco dal titolo Blackstar che contiene quel pezzo; e che nel contempo segnava anche il 69° compleanno di quell’uomo protagonista del video. Due giorni dopo (precisamente il 10) David Bowie, il “Lazarus bendato”, moriva a New York, dopo 18 mesi di lotta contro il cancro.
La carriera di David Robert Jones (vero nome di Bowie) prese il via a metà degli anni ’60, e subito Bowie si presentò al pubblico come un artista “trasformista”, che poteva essere nel contempo “alieno” e “terreno”. Sospeso tra il mondo “extraterrestre” di brani come Life on Mars?, Starman, Space Oddity e The Man Who Sold the World; e brani più “terreni” come Heroes, Under Pressure, Let’s Dance e China Girl. In cinque decenni Bowie ha operato una propria trasformazione della musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine, e assumendo gli alter ego di Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler e The Thin White Duke (noto in Italia come il “Duca Bianco”).
Pur essendo un compositore soprattutto di musica rock, l’artista britannico ha anche percorso i sentieri del folk acustico, elettronica, krautrock, glam rock, soul, divenendo maestro per le generazioni successive. Alla carriera di compositore e musicista Bowie ha affiancato quella d’attore, interpretando da protagonista o no, pellicole come L’uomo che cadde sulla Terra, Miriam si sveglia a mezzanotte, Furyo, Tutto in una notte, Absolute Beginners, Labyrinth, L’ultima tentazione di Cristo. Con David Bowie scompare un artista poliedrico e versatile, che si è sempre confrontato con il tempo che stava vivendo, cercando di raccontarlo senza mai banalità e scelte troppo facili.