di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
«L’Africa è un continente troppo grande perché lo si possa descrivere. È un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. È solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste». Così lo scrittore polacco Ryszard Kapuscinski, fine conoscitore della realtà del continente nero, descrive una terra immensa sotto i tutti i punti di vista. È appunto da questa affermazione che parte la rassegna 2006 di Salento Negroamaro dal titolo “Africa per Africa”, che dal 1° giugno al 25 agosto coinvolgerà molte località della provincia leccese.
Questo festival, fin dal 2000, viene dedicato alle culture migranti, come fu il vino Negroamaro (da cui prende il nome) che, arrivato dalla Macedonia, fu poi esportato in mezza Europa per dare vigore ai vini locali, e infine ritornare in terra salentina. L’edizione 2006 si svilupperà in diverse sezioni: musica, teatro, danza, cinema, fotografia e arte, tutte però atte a mostrare i vari aspetti creativi della contemporaneità della produzione culturale africana. Gli artisti presenti proverranno da Senegal, Ghana, Togo, Etiopia, Congo, Kenia, Zimbawe, Tanzania e Nigeria. Da segnalare i concerti di Youssou N’Dour (15 luglio) e Femi Kuti (21 luglio), la mostra Africani in Africa (con i dipinti di Maurus Mikael Malikita, Djess e Georges Lilanga), e la messa in scena dello spettacolo Leebu Noor ak Nawet tratto dal Pluto di Aristofane. Questa rassegna è stata scelta dall’Unesco (prima volta in assoluto per una manifestazione italiana), per rappresentare la grande campagna internazionale Alleanza Globale per la Diversità Culturale.
