di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Capita spesso di pensare di trovarsi di fronte a un disco proveniente da una nazione non sicuramente famosa per la musica che esporta e avvicinarsi a esso facendosi sopraffare dagli stereotipi. Poi se quella nazione è più facilmente accostabile a generi come la salsa, il merengue e la cumbia, il preconcetto è quasi automatico. Per cui avendo come elemento di partenza la città di Bogotà, il pensiero è subito corso a vari complessi che potevano proporre, sicuramente in modo degnissimo, o musica folcloristica oppure ballabile. Nulla di tutto questo, e la felicità di trovarsi davanti a un bellissimo disco in cui al jazz si accompagnano sonorità che sconfinano nel blues, nel soul, nel rock (e a volte anche hard), è stata grande. Anche perché vuol dire che la curiosità dei produttori europei si sta orientando per portare al di qua dell’oceano anche musiche meno “commerciali”. Tutto questo per dire che i fatsO, sono una ventata di genuinità e il loro disco On Tape (frutto di sei mesi di lavoro in studio) è il risultato eccezionale per un gruppo giovane, formato da sette elementi con il contrabbassista e cantante Daniel Restrepo autore di tutti i brani e capobanda.
Colombiano di nascita, Restrepo ha vissuto i primi anni della propria vita negli Stati Uniti e l’influenza della musica statunitense si percepisce molto, sia nella ricchezza che nelle sfumature sonore scelte. Il disco si apre con il brano Hello, una serenata immediata, scanzonata, piena di ritmo, di stampo blues; si prosegue sulla stessa scia anche con It’s Getting Bad. L’accento jazz swing inizia a venire a galla dal brano successivo (Snake Eyes), e continua con Crying Out, dove la voce ruvida di Restrepo dialoga con il clarinetto (uno degli strumenti nazionali colombiani), come farebbe un novello Tom Waits. In Out Of Control e I’ll Be Fine, le “tonalità” diventano più rock blues (di stampo industriale, nel primo caso e tradizonale nel secondo). E se non siamo ancora sazi di cambiamenti, in Pimp voce e batteria si muovono fra swing e proto-rap. Il richiamo alla propria terra lo possiamo sentire in alcuni accenti qua e là e a pieno nell’unica traccia in spagnolo: Oye Pelao; qui i fatsO portano nella propria musica i colori del Bunde, ritmo tradizionale della costa pacifica colombiana. A maggio saranno in Italia per alcuni concerti: non perdeteli!
On Tape
fatsO
Jazzhaus Records, distr. Ird
