di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Almendra Music nasce nel 2012, anno in cui alcuni compositori e produttori siciliani decidono di unire le proprie competenze accademiche alla dinamica scena underground della città di Palermo, per creare un luogo fisico e concettuale in cui si potesse sperimentare e «piantare semi di musica in terre confiscate alla disumanità, e restituire così alla Sicilia e al Mediterraneo il loro posto nella geografia, finora a prevalenza nordeuropea, della nuova musica strumentale internazionale». La sede del laboratorio vicino al Palazzo dei Normanni, presso lo Zeit Studio. Così prende il via la giovane avventura della factory artistica Almendra Music. Un progetto in cui per volere dei fondatori, non c’è spazio per le proprie ambizioni di carriera, l’auto-compiacimento, la superficialità e il superfluo di prodotti pensati solo per la massa, l’obiettivo è puntare a costruire percorsi sonori atti a descrivere il presente e il futuro, passando anche attraverso complessità, densità e leggerezza, prendendo spunto dalle parole di Calvino: «Resta fuori chi crede di poter vincere i labirinti sfuggendo alle loro difficoltà».
Primo atto discografico di questa splendida realtà è stata la pubblicazione di Sonate di terra e di mare, un disco in cui il violoncello di Giovanni Sollima si presta a interpretare composizioni di Luca Rinaudo (alias Naiupoche) e altri cinque musicisti palermitani: Giacomo Cuticchio, Pietro Bonanno, Marcello Bonanno, Giovanni Giannone e Giunluca Cangemi. L’idea di questo lavoro nasce nel 2006 attraverso la collaborazione di Sollima con questi, allora ventenni, amici compositori, ma solo di recente il disco ha visto la luce. «Ognuno di loro scriveva dei pezzi e il mio violoncello agiva da campo magnetico. […] Loro hanno composto i brani e io, suonandoli, in qualche modo li abito, li vesto e diventano anche miei», ha raccontato il violoncellista. Nove tracce dove la musica dei sopracitati compositori si alterna a brani di Rinaudo, ispirati a quattro delle “città invisibili” di Calvino (ma forse anche a Palermo). Un affresco magistrale e “multicolore” di come si può creare musica nuova senza obbligare l’ascoltatore a sforzi acustici inutili; e dove le diverse anime della musica contemporanea si coniugano al meglio.

Sonate di terra e di mare
Giovanni Sollima e Luca Rinaudo
Almendra Music, 2016