di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Non lo sapremo mai quanti morti innocenti la guerra in Siria lascerà sul campo. Succede in tutti i conflitti che dopo una certa cifra l’arrotondamento diventa sempre più approssimativo. Ai morti si dovranno aggiungere i disperati, che lasciando ogni proprio avere, scappano verso le nazioni vicine e lontane, scontrandosi con intolleranza e indifferenza. Quando poi le armi taceranno (sperando che lo facciano definitivamente e non, come succede sempre più spesso per i paesi “pacificati” della zona, portando uno stato di perenne instabilità politica e sociale) oltre ai palazzi bisognerà recuperare un tessuto sociale e culturale perduto.Ora ad Aleppo la guerra pare terminata. Riconquistata dalle truppe del presidente Assad, la seconda città siriana per importanza (che vanta una storia di quasi 5.000 anni) è stata uno dei più importanti centri della cultura musicale del vicino Oriente. Essendo anche un importante crocevia commerciale, nei secoli tra le sue strade si sono fusi, con passione e acuratezza, diversi generi musicali e poetici, creando un legame storico e culturale fra la Spagna musulmana medievale e il mondo arabo più prossimo a noi.Dalla città siriana provengono i componenti del Wajd Ensemble (costituito da musicisti damasceni e aleppini), che in conseguenza alla guerra sono dovuti fuggire nel 2013, per poi riunirsi l’anno successivo. Così grazie al progetto “Musique d’Exil” (lanciato dal Festival belga della radio Musiq’3 e da Outhere Music, nato per aiutare i musicisti professionisti, rifugiati in Belgio, a ricostruire le condizioni necessarie per lavorare e integrarsi nella vita culturale), il gruppo ha avuto modo di pubblicare Musiques d’Alep.Il Wajd Ensemble è composto da cinque musicisti: Khaled Alhafez (canto), Tammam Alramadan (ney), Tarek Alsayed Yahya (oud), Fawaz Baker (oud, qanûn e basso), Youssef Nassif (qanûn), e in in questo disco propongono un repertorio legato alla tradizione della musica sufi (che in quella regione è considerata “classica”), derivante da riti incantatori destinati al raggiungimento dell’estasi. E in effetti l’ensemble cerca di seguire questo fine, offrendo una musica amaliante, seducente e magica; che forse per noi occidentali a volte può risultare ostica, ma che sicuramente ci dà modo di spingere oltre le nostre conoscenze.
Musiques d’Alep
Wajd Ensemble
Outhere 1 cd (Self-Tàlea)
