di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Scoperta da Ma’ Raney quando aveva circa 16 anni, Bessie Smith è stata l’Imperatrice del Blues, colei che ha saputo diffondere la musica afroamericana anche all’interno di un pubblico bianco. Negli anni in cui iniziò a cantare, la distinzione tra blues e jazz non era ancora netta; o forse è meglio dire che il jazz (genere derivato dal blues) non si era ancora reso autonomo.
La gavetta della Smith durò circa 10 anni, e in questo lasso di tempo divenne molto popolare nei teatri delle grandi città del sud degli Usa. Fondamentale allora il sodalizio con il pianista Clarence Williams (che ricoprirà un ruolo importante anche negli anni più proficui della carriera). Fu però l’ingaggio all’inizio degli anni ’20 ad Atlantic City che permise alla cantante di farsi conoscere anche sulla East Coast e incidere i suoi primi brani, di poco successo e di cui non si ha più traccia. Bisogna aspettare fino al 1923 quando viene chiamata a New York per registrare per la Columbia. Quello sarà il punto di partenza per farla diventare l’Imperatrice. In quell’anno e il successivo incide decine di brani: veri capolavori che sono stati riuniti nel primo volume delle registrazioni incise per la Columbia, e che raccoglie l’esordio discografico di una della più belle voci del blues, morta in un incidente stradale a solo 43 anni.

The Complete Recordings vol. 1
Bessie Smith
Columbia Legacy, 1991