di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Canto sociale, cultura popolare, ricerca musicale e anarchia: questo è Alessio Lega. E in Mare Nero, il suo nuovo disco, si ritrova tutto ciò. Ma guardando la copertina dell’album viene subito in mente il nome di Albe Steiner. In effetti questa cascata di lettere nere (con solo alcune colorate), su uno sfondo quasi tutto arancio, richiamano la grafica del designer e partigiano italiano, collaboratore di personaggi quali Elio Vittorini e Hannes Meyer, e di Feltrinelli, Einaudi, Rinascente e Olivetti.
Lega ha all’attivo nove dischi e negli ultimi ha preso parte, come protagonista, allo spettacolo Nuovo Bella Ciao (riallestito da Riccardo Tesi), ripresa e rivisitazione dello “scandaloso” e storico concerto realizzato dal Nuovo Canzoniere Italiano nel giugno 1964 al Festival dei Due Mondi di Spoleto. In Mare Nero Lega racconta grandi e piccole storie di lotta, amore e anarchia, rifacendosi – come è sua abitudine – agli elementi caratteristici della canzone popolare e d’autore. L’intero album racchiude in ogni brano un significato quasi sempre “politico”. Trattando questo termine nella sua accezione più nobile, spinto verso la voglia di mettersi in gioco collettivamente, e non sopravvivendo nell’immobilità quotidiana. Così brani come Angelica matta e Non sarai più sola, in apparenza parlano d’amore, ma in fondo ci si può trovare a pensare oltre. Più palesemente impegnate sono tra gli altri, i brani Maddalena di Valsusa, Porrajmos, Ambaradan, Mare Nero, Zoletta, Stazione Centrale, dove Lega affronta tematiche sociali, attuali e del passato: come la terra contesa tra speculazione e natura, l’olocausto zingaro, il colonialismo italiano, l’assurdità degli integralismi e la voglia di “restare umani”. Bene si accordano con le tematiche del disco le due cover proposte: Hanno ammazzato il Mario in bicicletta (scritto nel 1958 da Dario Fo e di Fiorenzo Carpi, per Ornella Vanoni) in cui si rende omaggio alla figura “romantica” del brigante/ladro, e Fiore di Gaza di Paolo Pietrangeli, «una ninna nanna vagamente soul per conservare intatto il sogno di un mondo migliore» come spiega Lega. Mare Nero è il disco “politico” di un autore “schierato” come Lega, e in esso, società, storia, attualità, amore e anarchia, convivono per darci un quadro collettivo dell’epoca in cui viviamo.

Mare Nero. Ritratto di un inferno bello mosso
Alessio Lega
A Buzz Supreme, 2017