di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Questo lavoro del Quartetto Alborada (che significa “alba” nella lingua sardo-catalana di Alghero) si potrebbe intitolare “Come cucinare in 100 modi diversi la pasta”, perché Éthos raccoglie veramente un insieme di sapori diversi. Partendo da un ingrediente comune (la pasta, sinonimo di mediterraneità), che possiamo identificare con l’ensemble d’archi, a ogni brano viene associato un condimento. Così gli 11 pezzi del disco si muovono in ambienti differenti, dove tradizione, contemporaneità, latinità e minimalismo si intersecano tra di loro, creando a volte sensazioni di rarefazione sonora, passando da pezzi di Michael Nyman e Karl Jenkins a Villa Lobos, Federico Mompou e composizioni originali. Per arrivare a questo il quartetto sardo, formato da Anton Berovski e Sonia Peana, violini, Nico Ciricugno, viola, e Piero Salvatori, violoncello, si avvale della collaborazione di alcuni “sfiziosi condimenti”, come la voce e il piano di Rita Marcotulli, il bandoneon di Daniele di Bonaventura, le voci di Maria Pia De Vito ed Elena Ledda, l’armonica cromatica di Angelo Adamo e la tromba di Paolo Fresu, che con questo disco (uscito per la prima volta nel 2008, ma in quest’edizione ampliato nei contenuti) fa nascere una nuova etichetta, la Tûk Music.
Éthos
Quartetto Alborada
Tûk Music (distr. My Favorite Records)
