di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Forse è la banana più famosa di ogni tempo. Sicuramente quella più costosa, visto che il suo ideatore è Andy Warhol, artista geniale, che ha riscritto i concetti dell’arte figurativa. Ma ha anche messo mano, a uno dei più influenti album della storia della popular music, The Velvet Underground & Nico, ideandone la copertina (che nella versione originale si “sbucciava”) e producendolo insieme a Tom Wilson. Concepito nel Greenwich Village di New York e inciso per un’etichetta jazz, il disco di esordio della band composta da Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen “Moe” Tucker (con l’aggiunta della cantante/modella tedesca Nico, voluta da Warhol, per dare un tocco più glamour), non si affermò subito. Ci volle qualche anno per farlo diventare un album di culto, a cui va riconosciuto di aver gettato le basi per l’avvento di diversi generi, come punk, new wave, rock affrontato per la prima volta in modo esplicito tematiche quali droga, perversione, deviazione sessuale, vita metropolitana, alienazione urbana. Il risultato sono brani come Femme Fatale, Venus in Furs, Heroin, Sunday Morning, I’m Waiting for the Man, The Black Angel’s Death Song. Un capolavoro che non si finirebbe mai di ascoltare.
The Velvet Underground & Nico
The Velvet Underground
Verve Records, 1967
