di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Basterebbe solo prendere la title track, Mr. Tambourine Man, per considerare il disco di esordio dei Byrds una pietra miliare della storia della musica. Il brano di Bob Dylan venne arrangiato da Jim McGuinn (chitarrista della band) eseguendo come intro, con la sua Rickenbacker, un adattamento di una melodia natalizia, ed eseguendolo con una strumentazione elettrica. «I Beatles avevano cambiato tutto, e così Dylan con i suoi versi, ma c’era ancora uno spazio che era inesplorato: bastava solo prendere Dylan e Lennon e mischiarli insieme, qualcosa che nessuno aveva ancora fatto». Eppure il pezzo Mr. Tambourine Man fu registrato da McGuinn (alla voce e alla chitarra a 12 corde) insieme a professionisti sessionmen. Il resto della band non si presentò in studio, intimoriti da una registrazione così importante. Sembra strano pensarlo oggi, visto che gli altri componenti dei Byrds erano Gene Clark, David Crosby, Chris Hillman e Michael Clarke, artisti che sarebbero diventati vere leggende, e che con questo disco inventarono il jingle-jangle sound, che ha influenzato il rock per i decenni successivi. Nel resto dell’album la magia non scompare, così possiamo trovare altre cover (The Bells of Rhymney, Chimes of Freedom) e pezzi originali (I’ll Feel a Whole Lot Better, You Won’t Have to Cry).

Mr. Tambourine Man
The Byrds
Columbia Records, 1965