di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Davvero originale la scelta di chiamare la propria band con un articolo ripetuto due volte: The The. Ma Matt Johnson è un artista a cui non manca la fantasia, perché dietro questo nome bizarro c’è proprio lui. Una band di un solo uomo, dove gli altri componenti cambiano ogni volta (o quasi). I The The debuttano nel 1979, ma il successo arriva con i dischi Infected (1986) e Mind Bomb (1989). Nel 1993 Johnson pubblica Dusk, un album di difficile catalogazione, in cui le caratteristiche sonore post-punk trovano un punto di contatto con il grunge, genere in voga in quel periodo. Ad accompagnarlo chiama diversi musicisti, tra cui Johnny Marr (chitarra e armonica, e già componente degli Smiths), James Eller (basso) e David Palmer (batteria). Il risultato è un disco graffiante, duro nei suoni, dove l’autore si discosta da una scrittura orientata alla politica degli stati (come nei precedenti), e abbraccia tematiche più individuali, anch’esse politiche, ma legate alla società e al singolo. Passando da un brano come Love Is Stronger Than Death, composto dopo la morte di suo fratello, la cui scrittura è stata terapeutica per il superamento del lutto; a un altro come Dogs of Lust, un blues dove la società è dipinta piena di lussuria, quasi allo sbando, tematica ripresa anche in altre canzoni.

Dusk
The The
Sony, 1993