di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Con i Dupain siate pronti a viaggiare in un luogo in cui la parola d’ordine è «meticcio», dove si ha la sensazione di addentrasi tra vicoli in cui i muri hanno assorbito i pensieri, gli odori, le passioni e suoni delle persone che vi hanno vissuto o soltanto transitato. Un posto come il quartiere La Plana di Marsiglia (da cui la band francese proviene), ma che in effetti è un luogo collocabile ovunque si intreccino ritmi e rumori provenienti da culture mondi. Con il terzo album, Les Vivants, i Dupain ribadiscono il loro marchio di fabbrica, in cui sonorità provenienti dalla tradizione occitana, da influenze spagnole, mediorientali, nordafricane e oltre si sposano con il rock. A supporto della musica sono presenti i testi (cantati anche in occitano) di denuncia verso i mali di una società in cui l’integrazione di culture diverse in molti casi rimane sulla carta, senza trovare sbocco nella realtà. In questo disco, accanto ai quattro musicisti del nucleo base, Noel Baille (basso, voce), Samuel De Agostini (batteria, percussioni, voce), Pierre Laurent Bertolino (ghironda, belafon) e Samuel Karpiena (voce, mandola), troviamo le collaborazioni preziose del percussionista di origine iraniana Bijan Chemirami e del fisarmonicista Christian Maes, che fanno di Les Vivants un eccellente album di etno-rock.

Les Vivants
Dupain

Label Blue, distr. Ird