di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Se ci pensate bene la musica è da sempre nella vostra quotidianità. Ed essendo così per voi, dovrebbe esserlo stato anche per i vostri genitori, nonni e avi precedenti; più o meno in modo preponderante e inversamente proporzionale andando indietro nel tempo. Se poi questo pensiero lo applicchiamo alla collettività, possiamo dire che nella storia la musica è stata una presenza fondamentale e costante, soprattutto con l’avvento della riproduzione e la conseguente fruizione di massa. Talmente diffuso da poter affermare ormai che è dovunque, e che in qualche modo ci ha condizionato e lo fa ancora. Eppure la musica e la sua storia sono un “fantasma” nel bagaglio culturale della quasi totalità della popolazione italiana, che si accontenta di sentirla passivamente, come solo puro intrattenimento. Se però ci guardiamo indietro ci accorgiamo che il secolo che abbiamo abbandonato da quasi un ventennio ci ha lasciato un’eredità enorme, legando la musica, in modo indissolubile, ai grandi avvenimenti della storia (e a volte condizionandoli). Su questo terreno si è mosso Jacopo Tomatis per scrivere Storia culturale della canzone italiana.
Musicologo, giornalista, musicista, docente di popular music al Dams di Torino e redattore del “Giornale della musica”, Tomatis ci spiega in modo esaustivo la grande penetrazione sociale che la musica popolare ha avuto. Al centro dell’analisi si pone la riflessione su come la “leggera” che veniva veicolata attraverso trasmissioni alla radio e alla tv, dischi suonati nei juke box e nelle proprie abitazioni, le partecipazioni a concerti e festival, pubblicazione di riviste, sia stata per un pubblico sempre più giovane, il punto di partenza per definire la propria identità. Un ruolo centrale nella narrazione lo si attribuisce al Festival di Sanremo: appuntamento annuale che ha portato alle masse un certo tipo di percezione della canzone, e che si è imposto anche come “unità di misura” per la valutazione “colta” o “frivola” dei generi che si sono alternati. Così il ribaltamento di prospettiva presente nelle pagine di questo libro, ci fa osservare quale ruolo la canzone abbia avuto nella cultura e viceversa, e come questo rapporto sia mutato nel tempo. Infatti come dice Tomatis: «Del resto, quando parliamo di musica non parliamo mai solo di musica».

Storia culturale della canzone italiana
Jacopo Tomatis
Il Saggiatore, 2019, pagg. 810, € 38,00