di Riccardo Santangelo
(pubblicato anche il 10 maggio 2022 su The Follow Up News)
Mai saranno parole spese male quelle usate per descrivere il valore e il lavoro di un produttore: sia quelle positive che negative. Fin dalle prime registrazioni la competenza di questo ruolo, è stato primario per la “sartorialità” del prodotto musicale. Daniel Lanois (canadese di nascita) di certo è uno di quei “sarti” che sa cucire addosso agli artisti il vestito giusto. A lui si sono rivolti nomi quali Brian Eno, Bob Dylan, U2, Peter Gabriel, Neil Young, Neville Brothers, Robbie Robertson, Emmylou Harris; vincendo con il suo lavoro parecchi Grammy Award. Ma da buon musicista Lanois ha saputo incidere a suo nome anche dei fantastici dischi. For the Beauty of Wynona arriva quattro anni dopo il debutto con Acadie, che già aveva reso popolare il suo gusto musicale fuori dagli schemi di genere. L’esperienza acquisita come produttore di grandi artisti viene riversata a pieno in questo album, dove sonorità classiche, roots, rock e folk, hanno modo di essere contaminate con una sperimentazione commisurata al risultato cercato, senza mai eccedere in facili estremismi. Di certo questo disco ha bisogno di più ascolti per riuscire a trasmettere la sua vera natura, forse legata troppo al periodo storico-culturale di pubblicazione, ma che riesce a conquistare piano piano anche gli ascoltatori di questo nuovo millenio.
For the Beauty of Wynona
Daniel Lanois
Warner Bros., 1993
