di Riccardo Santangelo

Ci sono periodi più o meno lunghi, in cui ci si sente sospesi. Si ha la certezza che intorno a sé il mondo si stia muovendo in modo veloce, ma la sensazione percepita è quella che tutto si sia fermato, oppure in alcuni casi abbia un impercettibile movimento. Così nei giorni inconsueti, dove per ragioni sanitarie siamo stati costretti nelle nostre mura domestiche (quelli più fortunati!), la sensazione che più colpisce (lasciando starei i lutti e le tragedie personali), è quella del tempo asincrono: fuori a una velocità che non corrisponde a quella dell’anima. Una specie di limbo; come se si fosse sdraiati sulla superficie dell’acqua trasportati dalle onde; con il solo cielo sopra e i pensieri a vagare. E magari nella testa le note del pianoforte di Alessandro Martire (che per l’appunto si è esibito su una piattaforma galleggiante a Cernobbio nell’agosto di un anno fa) e del suo nuovo disco Share The World (Carosello Records, 2020).
Originario di Como (dove è nato nel 1992) Martire è più conosciuto all’estero che nel nostro paese. «Ho iniziato per caso frequentando un corso di pianoforte e sono entrato in questo mondo meraviglioso, prima da pianista, poi da compositore», e infatti ad appena 15 anni inizia a scrivere i primi brani, continuando però a frequentare i corsi del Berklee College of Music a Boston, nella sezione composizione new age. Infatti la sua musica intreccia sonorità provenienti dal minimalismo, il pop e il crossover, rientrando in quel genere, non ancora ben definito, che possiamo catalogare in “classica contemporanea”. Questo modo di approcciare la composizione gli ha permesso di raggiungere uno stile molto personale, che gli ha fatto conquistre il pubblico e critica (soprattutto fuori dall’Italia), e la considerazione di grandi marchi internazionali, che hanno scelto le sue musiche per spot e colonne sonore.
Così anche Share The World (registrato al Mosfil’m Studio di Mosca) ripercorre questa strada: atmosfere oniriche, a metà strada tra composizioni classiche, ricche di suggestioni cinematografiche, e ballad pop. Elementi che ben si possono individuare nei brani Lej (ispirato al tema del volo e del viaggio) e Ena (ispirato alla fioritura dei ciliegi, e che prende il nome dall’omonima città giapponese). Martire esegue le sue musiche accompagnato dall’orchestra CAGMO (Cinema and Game Music Orchestra).
Ma oltre su disco, il compositore e pianista comasco lo si potrà ascoltare il 1° settembre 2020 nella spettacolare performance sul Lago di Como; infatti sarà il protagonista del “The Floating Moving Concert ”. Il concerto, una speciale versione “Covid” del LEJ Festival, sarà trasmesso in streaming su Dice.fm, alle 18 (ora italiana). Sullo stesso sito è già possibile acquistare i biglietti. L’evento è realizzato in collaborazione con Villa del Balbianello (bene del FAI Fondo Ambiente Italiano); e per l’occasione Martire suonerà sul pianoforte “Waves”, uno strumento particolare pensato da lui, disegnato da Claudio Bargna e costruito per l’occasione da una serie di aziende molto affermate del territorio di Cantù.