di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Sottotitolo (e titolo di un brano): Re-arranging the 20th Century, un punto di partenza molto ambizioso. Infatti racchiudere in sole otto tracce la musica e lo spirito del XX secolo non è cosa facile, e forse anche lo stesso Gilad Atzmon non si prefiggeva questo obiettivo. Ma in MusiK il sassofonista e pluristrumentista israeliano ha cercato di accostare il panorama musicale dello scorso secolo senza manie di grandezza, dando spazio alla musica ormai «passata alla storia». Giocando un po’ tra il divertente e il serio incrociamo jazz, tango, cabaret, musiche greche, turche e balcaniche, così da recuperare sensazioni «popolari» (come la celeberrima Lili Marleen) avvolte nella memoria del secolo scorso.
Nato in Israele nel 1963, Gilad Atzmon ha sempre vissuto in modo diretto e conflittuale l’irrisolto problema della causa palestinese, e per circa vent’anni si è attivato per cercare una soluzione, ma deluso dai fatti ha deciso di trasfersi in Inghilterra per studiare filosofia. La passione politica e musicale ritorna grazie all’incontro con il batterista Asaf Sirkis (anche lui israeliano) e all’Orient House Ensemble. Questa nuova esperienza gli permette di recuperare interesse per la musica mediorentale, nordafricana e dell’Europa dell’est, che lega alla lezione del bebop, creando così uno stile del tutto personale, che a volte verte anche sull’ironia musicale. Proprio a questo genere di musica, sospesa tra recupero della tradizione esperimentazione, fanno riferimento le sonorità contenute in MusiK, dove è possibile trovare il pluristrumentista israeliano «giocare» in un solo brano (Re-arranging the 20th Century) con It Ain’t Necessarily So di Ira e George Gershwin, Roll Out The Barrel di Vejvoda e Mack The Knife di Kurt Weill, affidando il testo a quel fine tessitore che è Robert Wyatt. Ma non solo in questo pezzo Atzmon, si permette di “scherzare” mischiando sounds diversi, in Liberating The American People ha il “coraggio” di imbastire il brano con una melodia arabeggiante che si mescolatra tango e jazz. Gilad (che oltre al sassofono suona anche molti altri strumenti a fiato) ha voluto accanto a sé due ospiti come il già citato Robert Wyatt (voce e tromba) e Guillermo Rozenthuler (voce), che in modo perfetto assecondano l’estro musicale dell’artista israeliano, donando in più un tocco di poesia.

MusiK
Gilad Atzmon
Enja Records