di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Armonie malinconiche e atmosfere cinematografiche: questi i colori degli Incontri con l’anima, nuovo album di Roberto Cacciapaglia col quale il poliedrico pianista e compositore italiano si muove (invano) verso un incontro col profondo e verso una fusione tra percezione interiore ed esteriore.
Ma le dodici tracce ripercorrono melodie facili e suggestive, silenzi ridondanti e giri armonici ripetitivi, alla ricerca di nuove sperimentazioni sui poteri del suono che garantiscono all’ascoltatore un momento distensivo ben lontano da un’unione vera e rituale tra musica e anima (mancanza resa ancor più evidente dall’uso di testi tratti dal Qoelet, dalla Bibbia, dai Veda e dagli Upanishad). È piuttosto musica evocativa, fine a se stessa, dove la melodia minimalista ritorna continuamente su di sé senza sbocchi. Senza novità.
E, ad ascolto concluso, ci lascia con quel gusto del “già sentito” che per un attimo ci rende intenditori di qualcosa che non conosciamo. E che in realtà non sarebbe poi così grave continuare ad ignorare.
Incontri con l’anima
Roberto Cacciapaglia
Delta Dischi, 2005
