di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Se si parla di saudade si è soliti pensare al Brasile, eppure, nel fado portoghese, quanta “nostalgia” c’è. Un sentimento che prende forza dall’oceano che accomuna i due paesi, e che affonda le proprie radici in tempi lontani e in incroci di vita, culturali e commerciali , tra marinai, lavoratori del porto, prostitute, contrabbandieri e viaggiatori di passaggio. Le origini del fado non hanno una datazione precisa, e soprattutto delle radici certe, alcuni sostengono che deriverebbe da due generi musicali invoga a Lisbona nel XVIII secolo: il lundum e la modinha. Il primo arrivato in Brasile con gli schiavi angolani fu poi importato in Portogallo, l’altro invece è uno stile che si ritiene influenzato dalla musica popolare italiana. Storicamente però le sue origini si fanno risalire intorno al 1820, quando la corte portoghese ritornò dal Brasile. In realtà potrebbero essere vere tutte queste ipotesi, basta ascoltare un brano faudista e ci si può ritrovare in epoche e mondi lontani tra loro, ma accomunati dall’appartenenza multietnica, in cui il mare (sia esso oceano o mediterraneo) fa da comune denominatore. Infatti in questo genere si possono rintracciare la musica per ud araba, il canto mozarabico, tracce di ballate provenzali medioevali e di musica napoletana: una miscela di “fragranze sonore” che hanno attraversato il Portogallo nei secoli in cui è stato dominato e dominatore.
Pur essendo un incontro di varie sonorità, il fado è propriamente lusitano (anche se conosciuto e famoso in tutto il mondo) e ancora oggi vanta una tradizione radicata sul territorio, preservata dalla fondazione Casa do fado (vecchia di duecento anni e che ha il suo museo a Lisbona). Proprio per rendere omaggio a questa forma “pura” e popolare di canto (che trova nella capitale e a Coimbra i luoghi di maggior sviluppo), la casa discografica francese Iris Music ha pubblicato una raccolta che va oltre la presentazione musicale del genere, raccontando anche lo spaccato culturale in cui esso è vissuto e sopravvive. I brani riuniti evidenziano abilmente la linea vocale del canto faudista e la straordinaria versalità sonora della musica che l’accompagna, che vede nella chitarra portoghese (a 12 corde) e in quella classica gli strumenti principi. Infatti nel doppio compact Casa do fado troviamo insieme i maggiori interpreti della tradizione, come Amália Rodrigues (simbolo mondiale indiscusso), Miguel Capucho, João Braga, Maria Armanda, Adelina Fernandes, Armandinho, Madalena De Melo e molti altri. Un panorama sonoro che dà modo di apprezzare e scoprire un mondo che ancora esprime una straordinaria vitalità e che in esso racchiude mille “sentieri” storico-geografici.
Casa do fado
AA. VV.
2 cd Iris Music , distr. Egea Music
