di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Rino Gaetano è stato un artista che ha avuto una carriera breve; su di lui si sono spese molte pagine che analizzavano a fondo le sue opere e la sua vita e, come vuole la tradizione, il mito si è costruito soprattutto dopo la sua prematura scomparsa, fino a farlo diventare il protagonista dell’ennesima fiction televisiva; onore che non è mai toccato in Italia (se la memoria ci assiste) a nessun musicista “leggero”, nostrano e non. Al cantautore di origine calabrese, ma romano d’adozione, forse tutto questo sarebbe parso troppo, perché se ci facciamo condurre dalle sue canzoni potremmo capire che il modo migliore per dipingere una vita o la situazione di un paese è vederne il lato ironico.
Prendendo spunto da un suo brano, si può dire che Rino Gaetano è rimasto figlio unico (un po’ come il giornalismo sportivo non ha più avuto un suo Beppe Viola); perché sicuramente in modo unico si è presentato nel panorama della musica italiana degli anni ’70 e da allora nessuno ha più saputo scrivere canzoni dissacranti e ironiche con estrema leggerezza e intelligenza. Per descrivere l’artista, nella prefazione di un suo libro, Massimo Cotto usa queste parole: «Poetico, giocoliere di parole, innamorato del divertissement che fa riflettere, e mai fine a se stesso, iperrealista, gran massacratore di luoghi comuni, lente d’ingrandimeto dei vizi (molti) e delle poche italiche virtù […] Rino Gaetano ha scritto una delle analisi più lucide e spietate del suo tempo, vergandola con inchiostri inediti all’accolita dei cantautori…».
Ed è proprio per il caratteristico modo di comporre che Rino è ancora oggi preso come esempio originale. Le sue canzoni sono un po’ conosciute da tutti, ma un po’ meno si ricordano i suoi passaggi televisivi, però a questa piccola mancanza pone rimedio la nuova edizione del cofanetto Figlio Unico, ampliata rispetto alla precedente grazie al ritrovamento di quattro importanti inediti: tre tracce audio e una video, che estendono a trenta il numero dei brani proposti. Delle tre canzoni inedite inserite, due vedono Gaetano duettare con Anna Oxa in Ad esempio a me piace il sud e in Il leone e la gallina di Lucio Battisti; mentre l’altro è Sandro trasportando, pubblicato solo su un 45 giri ormai introvabile. Ma la vera chicca del cofanetto è rappresentata dal dvd, in cui vengono raccolti quindici momenti televisivi di Gaetano, sette spezzoni di altrettante apparizioni e le interviste con la sorella, il nipote e altre persone che hanno collaborato con lui. In aggiunta viene proposto per la prima volta il brano Mio fratello è figlio unico in una versione acustica solo voce e chitarra. Risentendo e guardando le immagini si apprezza ancora, a più di ventisei anni dalla sua morte, l’attualità delle canzoni e la vena ironica e sarcastica di un cantore di alcuni degli anni più bui del nostro paese.
Figlio unico (Cult Edition)
Rino Gaetano
2 cd + dvd, Rca-RaiTrade, distr. Sony-Bmg Music
