di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Sembrerà strano affermare che in definitiva la musica cantautorale italiana non se la sta passando male; anzi, sembra che sia in buona salute. E ne è la riprova la pubblicazione in pochi mesi di tre album straordinari: Ballate di terra e d’acqua di Massimo Bubola, Soldati di Andrea Parodi e La breve estate di Massimiliano Larocca, cioè il nuovo album di uno dei maestri della canzone d’autore e i quasi dischi d’esordio di due promesse. È il nuovo disco di Bubola quello che come sempre sorprende positivamente.
Tornato a sonorità più legate al rock americano dopo aver esplorato suoni più folk, il musicista veneto costruisce undici piccoli gioielli, facendosi affiancare dalla ormai inossidabile Eccher Band e alla produzione dal chitarrista Simone Chivilò. Quello che incanta è la sua profondità di scrittura, che in pezzi come Sto solo sanguinando e Un angelo alla mia porta arrivano a essere graffianti, affrontando tematiche attuali. Poi a Bubola si deve riconoscere d’essere uno dei pochi intellettuali italiani che ancora vedono nella figura di Giuseppe Garibaldi un esempio da tramandare ai posteri; e dopo la bellissima Camicie rosse (datata 1996) incide in questo album Uruguay, un pezzo ben costruito in cui racconta l’eroe dei Due Mondi prima dell’avventura risorgimentale. Se la salute della musica italiana rimane ancora buona lo dobbiamo ad album come Ballate di terra e d’acqua, e ai giovani cantautori che seguono l’insegnamento di artisti come Bubola e De André.
Ballate di terra e d’acqua
Massimo Bubola
Eccher Music, distr. Self
