di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
I Mandolin’ Brothers hanno nell’essenzialità la loro forza, niente fronzoli, solo eccellente root rock blues. Quando il sestetto lombardo attacca la spina dell’amplificatore la festa è già cominciata; ed è stata veramente una celebrazione unica quella organizzata il 25 aprile 2009 allo Spaziomusica di Pavia per festeggiare il trentennale di questa discreta ma gloriosa band, che ci ha messo quasi lo stesso tempo per raccogliere gli allori che si merita, e che ha tutte le carte in regola per insegnare molto ad artisti più blasonati. Chi li conosce, sa benissimo che la forza eccezionale che sanno trasmettere la danno soprattutto nei concerti. Così hanno voluto racchiudere il vigore della performance del 25 nel disco 30 Lives! (il primo dal vivo e il terzo complessivamente). L’attacco è di quelli che non ti aspetti, ma in qualche modo ti spinge nell’atmosfera giusta: con Dark Was The Night di Blind Willie Johnson la pianura lombarda si sovrappone ai panorami sconfinati (e a volte desolati) del continente americano. Ma è solo il prologo, e di filato i Mandolin’ propongono il meglio del loro repertorio fatto di solid root songs (come in Still Got Dreams e Saigon) e alcuni omaggi ad autori d’oltreoceano (come Almost Cut My Hair di David Crosby, Copperhead Rd. di Steve Earle, Troubles No More di Muddy Waters). E proprio grazie a 30 Lives! la band di Voghera nel gennaio scorso ha trovato il modo di calcare, da protagonista, i palcoscenici statunitensi in storiche città del blues come Clarksdale, Memphis e Austin.
30 Lives!
Mandolin’ Brothers
Fortuna Records, distr. Venus
