di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Quando ci si trova uno davanti all’altro, con due strumenti molto diversi per caratteristiche tecniche e culturali, nella calma notturna di una città africana come Bamako, bisogna avere un’intesa perfetta per poter trasformare le note in un vero e proprio cammino musicale magico.
«Basta uno sguardo. I nostri cuori sono uniti»: così Ballaké Sissoko, virtuoso della kora (strumento a corde tipico del Mali), spiega in poche parole lo straordinario feeling che gli ha permesso di realizzare insieme al violoncellista francese Vincent Segal il disco Chamber music: un meraviglioso esempio di contaminazione a più livelli. L’intreccio sonoro tra i due strumenti si fonde in modo così perfetto da divenire un solo filo che traccia una precisa linea sottile, che trova ricchezza anche nella voce di Awa Sangho e nell’intervento di altri due strumenti maliani: il balafon e il ngoni. Un album veramente prezioso.

Chamber music
Ballaké Sissoko & Vincent Segal
No Format!, distr. Ponderosa Music & Art