di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Ci sono luoghi nel mondo dove chi fa musica rischia tanto, eppure in essa trova l’arma migliore per cercare di emanciparsi e rendere visibile anche all’esterno il proprio dissenso. Come fare per rompere gli schemi se non impadronendosi di quei generi musicali che più sembrano lontani dalla propria cultura: heavy metal, punk, hip hop; suoni che in questi ultimi anni sono stati adottati dalle nuove generazioni delle nazioni islamiche. Infatti leggendo Rock the Casbah! si viene a conoscenza di un mondo sotterraneo che, rischiando la propria incolumità, vuole affermare la necessità impellente di esternare la propria frustrazione e le contraddizioni sociali che molto spesso in occidente non vengono rimarcate. Così Mark LeVine, docente universitario statunitense e rocker lui stesso, attraverso i suoi viaggi (durati 5 anni) in Marocco, Egitto, Israele, Palestina, Libano, Iran, Pakistan, ha avuto modo di conoscere molti artisti e di suonare con loro. Leggendo la loro testimonianza e intrecciandola con considerazioni dell’autore che coinvolgono storia, società, politica, religione, si ha modo di scoprire, ancora una volta, quanto la musica possa aiutare a sbriciolare i muri.

Rock the Casbah!
Mark LeVine
Isbn Edizioni, 2010, € 19.00