di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
All’indomani della morte, un pensiero accomunava tutti quelli che hanno scritto o parlato in ricordo di Lucio Dalla: la cosa straordinaria è che, pur essendo molto ricco e famoso, viveva in mezzo alla gente comune e a tutti si concedeva con un sorriso. Il cantautore bolognese, anche con questo atteggiamento naturale, ha attraversato la vita come un uomo d’altri tempi, sempre pronto a darsi agli altri. Come fece poco prima della scomparsa, accompagnando sul palco del Teatro Ariston di Sanremo il giovane Pierdavide Carone (suo ultimo pupillo artistico di cui aveva prodotto, aiutandolo anche a comporlo, l’ultimo disco). Una performance in cui il “grande maestro” faceva volutamente da spalla, lasciando la ribalta all’allievo.
Dal 1° marzo scorso sono stati pubblicati molti libri che ripercorrono la sua vita. Quello curato da John Vignola, con Diego Carmignani (prefazione di Aldo Cazzullo), non è una biografia vera e propria, ma racconta sinteticamente (anche attraverso fotografie belle e particolari), cosa ha rappresentato Dalla per il mondo della cultura e della canzone popolare italiana, fornendo, come dice lo stesso Vignola, «qualche modesta illuminazione su un percorso unico, cominciato quando buona parte della cosidetta musica leggera italiana era talmente leggera da volare subito via».
Lucio Dalla
a cura di John Vignola con Diego Carmignan
Gargoyle, 2012, pagg. 130, € 12,90
