di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Prima di tutto è uno spettacolo teatrale (che quest’estate sarà in varie località italiane e a settembre a Mosca), poi un cd e un dvd (venduti separatamente). Un omaggio all’Adriano nazionale, con canzoni come Una carezza in un pugno, Storia d’amore, Azzurro, Stai lontana da me, 24.000 baci (e altre ancora), riproposte in maniera insuperabile da un “gruppo di tutte stelle”: Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Furio Di Castri (contrabbasso), Rita Marcotulli (pianoforte), Mattia Barbieri (batteria). «Le canzoni del Clan sono le canzoni di un’Italia giovane, di nuovo giovane» spiega Servillo «che guardava altrove e a se stessa anche nelle canzoni, in queste canzoni, tenere e urlate […]. Canzoni danzate e sussurrate che cantiamo, diversamente, anche oggi per appartenenza e desiderio, per curiosità e gusto di una memoria viva e sorprendente». In effetti è sorprendente quanto, a distanza di vari decenni, l’atmosfera di questi brani riesca ancora a coinvolgerci. Molta bravura risiede nella magistrale arte del sestetto, che usa la struttura dei brani come traccia improvvisativa, costruendoci sopra un’interpretazione personale. C’è sicuramente il jazz (vista la provenienza dei musicisti coinvolti), ma anche l’universo sonoro del rock‘n’roll anni ’50 e le atmosfere della canzone d’autore.

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