di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Arrivare a compiere 50 anni di vita in comune è visto come un traguardo eccezionale… e bisogna mettersi d’accordo solo tra due persone. Risulta così ancora più stupefacente il compiere mezzo secolo convivendo in cinque nella stessa “famiglia” (a volte in sei, a seconda dei periodi). E pare ancora più straordinario che questo possa avvenire nel mondo del rock, dove i conflitti interni tra i componenti dei gruppi sono quasi all’ordine del giorno.
Così trovarsi a festeggiare i 50 anni di carriera dei Rolling Stones sembra un evento unico. 50 perché per tradizione si fa partire la loro storia dal concerto che tennero il 12 luglio 1962 al Marquee Club, locale londinese della centralissima Oxford Street. Raccontare in poche righe le vicende di uno dei più importanti gruppi rock risulterebbe lacunoso, per cui ci si può affidare a quattro uscite editoriali pubblicate per l’occasione. Se si vuole procedere cronologicamente si può iniziare con il libro di James Phelge (il Mr. Jimmy della canzone You Can’t Always Get What You Want). Infatti in Io e gli Stones (Arcana, 2012, pagg. 281, € 17,50), il co-affituario, insieme a Mick, Brian, Keith e Charlie, dell’appartamento di Chelsea che fu la loro prima “tana”, racconta in maniera divertente e con dovizia di particolari (dall’atmosfera dei backstage al senso di cameratismo) la genesi del gruppo a partire da qualche mese prima del concerto del Marquee Club.
Facendo un salto temporale di qualche anno troviamo nel libro di Stanley Booth Le vere avventure dei Rolling Stones (Feltrinelli, pagg. 521, € 24,00), la band britannica nella loro “fase statunitense”, all’apice della fama. Lo scrittore e giornalista, allora ventiseienne, seguì il gruppo per diversi mesi tra il 1968 e il 1969, l’epoca di dischi come Beggars Banquet, Let It Bleed e Sticky Fingers, ma soprattutto due anni fondamentali nella storia degli Stones, con la morte di Brian Jones e i disordini al concerto di Altamont (California), dove il servizio d’ordine uccise uno spettatore durante lo spettacolo. Episodio a cui Booth assistè e che gli fa affermare: «[…] eravamo convinti di essere diversi, di essere in qualche modo scelti, eletti, destinati a ottenere successo, amore e felicità. Sbagliavamo».
Chi invece vuole avere una visione completa della carriera degli Stones si può orientare su due pubblicazioni eccezionali per diversi aspetti: una uscita come ebook in inglese (edito da The eBook People e reperibile all’indirizzo http://www.theebookpeople.com, divisa in due parti a $ 14,99) di ben 2.000 pagine, e uno stupendo-libro cofanetto – un sunto dei 50 anni della band – edito da Mondadori Electa (2012, pagg. 62, € 29,00). L’ebook è stato scritto dal giornalista svizzero Hanspeter Künzler (trapiantato a Londra da molti anni): è suddiviso in 50 capitoli che ripercorrono l’intera carriera del gruppo e contiene molti articoli originali e interviste, risalenti anche agli anni ‘60, digitalizzate per la prima volta. A corredare il testo sono presenti più di 130 immagini attentamente selezionate. Anche il volume Mondadori, scritto da Glenn Crouch, ripercorre la carriera degli Stones arricchendo il testo con rare fotografìe e vari gadget tra cui: due poster, fac-simili di biglietti di vari concerti, pass, brochure e molto altro. Sicuramente questo volume non risulta altrettanto analitico quanto il lavoro di Künzler, ma è un ottimo strumento per la comprensione veloce del fenomeno Rolling Stones.
